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EMBODIED ELEMENTS

  • Immagine del redattore: Stefano Pisana
    Stefano Pisana
  • 27 dic 2020
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 8 gen 2021

Incorporare [in-cor-po-rà-re] v. 1_Far entrare qlco. al proprio interno; in senso fig., inserire qlco. nel proprio organismo. 2_Amalgamare due o più sostanze, formando un unico organismo. 3_ v.rifl. [sogg-v] Detto di più elementi, mescolarsi, fondersi insieme.


Acqua, Aria, Terra e Fuoco sono gli elementi che caratterizzano la vita di noi uomini, quelli che fanno parte del nostro essere dall’esatto momento in cui nasciamo, e quelli che ci accompagnano fino al giorno della nostra morte. L’acqua pervade i nostri corpi, l’aria ci consente la vita, la terra è la polvere che, prima o poi, diventeremo e il fuoco è simbolo naturale di passione. La serie di fotografie qui mostrate parte dall’idea di voler indagare il tema dell’interazione tra l’uomo e questi quattro elementi, al fine di mettere in scena un incontro quasi fisico tra le due entità. Nel primo scatto rappresentante l'elemento Acqua, un corpo di donna cerca di emergere dall’acqua torbida. Il suo viso ne è per metà ancora avvolto, i suoi occhi sono ancora dormienti, e le sue labbra rosse si dischiudono appena. L’immagine potrebbe ricordare il momento della nascita, quando il neonato, rinchiuso per nove mesi nella placenta della madre, finalmente può sentire il calore della luce toccare la propria pelle.Qui ad essere madre, matrice e generatrice, è l’acqua, che avvolge la figura umana e si fa densa, corposa, per abbracciarla in una morbida e silenziosa stretta.



Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente.

Da questo magnifico racconto della creazione dell’uomo dalla terra, notiamo come il simbolo della cenere ci riporti al grande affresco della creazione, in cui si dice che l’essere umano è una singolare unità di materia e di soffio divino, attraverso l’immagine della polvere del suolo plasmata da Dio e animata dal suo respiro insufflato nelle narici della nuova creatura. Un altro riferimento teologico è rappresentato dalla costola; nel passo in cui il Signore Dio fece addormentare l’uomo, gli tolse una delle costole e diede vita alla donna, che condusse poi all’uomo stesso. Dio non parla e non dice ad Adamo di dove la nuova creatura sia stata tratta. Adamo capisce, quasi per rivelazione d’amore, che quella creatura è uscita da lui, fa parte di sé stesso. La riconosce per sua e grida: “Questo è osso delle mie ossa, carne della mia carne; questa sarà chiamata “uoma”, perché tratta dall’uomo”.



Controllare il fuoco allo scopo di produrre luce e calore è stata una delle prime grandi conoscenze apprese dal genere umano, e molto probabilmente quella più utile nella lotta per la sopravvivenza intrapresa dai primi ominidi. Secondo i miti più antichi, il fuoco ha origine divina, non umana. Per questo gli uomini hanno dovuto in qualche modo "rubare" il fuoco agli déi.

Il cammino interiore di ognuno di noi è simile al lavoro che una volta facevano gli uomini per accendere il fuoco. Si batte e si ribatte una pietra contro l’altra, senza stancarsi, finché scocca la scintilla. Per nascere, il fuoco ha bisogno del legno ma per divampare deve aspettare il vento. Cerchiamo dunque sempre il fuoco nella nostra vita, attendiamo il vento, perché senza fuoco e senza vento i nostri giorni non sono molto diversi da una mediocre prigionia

(Susanna Tamaro)



Il termine aria deriva dal latino aer, probabilmente correlato da una radice awer. La parola è associata nelle varie lingue indoeuropee al vento, alla luce e al cielo. Nel passato all’aria furono dati diversi significati religiosi: ad esempio fu considerata al pari di una divinità dagli egiziani e come sede delle anime nell’Antica Grecia. Quello che rende però così affascinante l’elemento aria è la leggerezza che conferisce agli oggetti a contatto con essa. Ciò che l’immagine vuole trasmettere è un senso di rinascita, il bianco candido del vestito che con fierezza spunta dal velo scuro mosso da un forte soffio che dona un senso di levità.

Anche la trasparenza del tessuto sottolinea le proprietà di “far vedere l’aria” (cit. Bruno Munari).




 
 
 

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