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Marracash - BODY PARTS

  • Immagine del redattore: Stefano Pisana
    Stefano Pisana
  • 8 mar 2021
  • Tempo di lettura: 1 min


Il video è ispirato dal monologo di uno dei film più sperimentali di Bergman, da cui l'album PERSONA di Marracash ne ha mutuato il concept: il tema è l’ineluttabile distanza tra ciò che si è per gli altri e ciò che si è per se stessi, un abisso che comporta il timore di essere messi a nudo e quindi, alla fine, scoperti. L'album PERSONA segue un inusuale fil rouge rappresentato dagli organi di Fabio/Marra che sembrano gli organi aumentati delle nostre società di questi anni ’20 che stanno per arrivare. Il filo conduttore del disco è il riflesso di quello che abbiamo intorno: il prevalere dei social (“Credevo nella cultura, mo’ son tutti finti / Pregano per i vestiti, credono nei filtri”), le ansie (“Sono strano, ma col cazzo che mi sparo, Cobain”), i soldi (“Non vedi mi ballano i soldi in tasca ho un rave nei jeans / Si ferma a dormire una notte e basta airbnbitch”), la salute mentale (“Cerco un equilibrio che mi tiene insieme / Tu mi chiedi perché non mi voglio bene”), i rapporti sbagliati (“Non so se è amore o manipolazione / Desiderio o ossessione”), le sboronate (“Hanno preso il mio stile a noleggio / Fra’, se mi ammazzi è un pareggio”), il sesso (“Fossi un super eroe sarei l’uomo di fango / Le conosco tutte, è come fossi bitch advisor”), la politica (“L’ignoranza sventolata come bandiera / Il sonno della ragione vota Lega”), e molto altro. Il seguente video, realizzato senza alcun fine o scopo commerciale, vuole essere una persona interpretazione creativa del malessere e disagio che trapela dalle parole del monoologo.

 
 
 

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