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SARPI È.

  • Immagine del redattore: Stefano Pisana
    Stefano Pisana
  • 27 dic 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 8 gen 2021

Il seguente lavoro che rappresenta il mio elaborato di Tesi Magistrale presso il Politecnico di Milano, vuole svelare la creatività del quartiere Sarpi di Milano, facendone risaltare le sue sfaccettature. Una pluralità di storie, punti di vista, esperienze e immaginari; tanti frammenti che compongono il mosaico di un quartiere assai variegato. Spero sia un valido esempio di come il Design della Comunicazione riesca a comunicare un territorio, valorizzandone le risorse.



Uno degli aspetti che caratterizza il quartiere è quello di essere erroneamente associato all'area di Chinatown. Nel paesaggio comunicativo esistono tutta una serie di elementi che circondano il contesto quotidiano e che portano alla formazione di questi modelli stereotípici. Anche dalle piattaforme online questo è quello che emerge, infatti digitando "quartiere Sarpi di Milano" su Google, si nota come tutti i risultati siano relativi alla zona di Chinatown, annullandone tutto ciò che sta al di fuori di essa. Ciò testimonia e in qualche modo rafforza il fatto che il quartiere è vittima di una visione unilaterale che riduce l’intera area a un ghetto monoetnico.

Dall’analisi in fase di ricerca, sono quindi arrivato a definire il concept di progetto: un format audiovisivo che mette in luce la vera creatività del quartiere, che ne sveli in qualche modo la creatività oscurata dallo stereotipo e che ne valorizzi la sua peculiarità, ovvero il miscuglio creativo dato dalla convivenza in armonia di tantissimi tipi di attività, tutti diversi tra di loro.


Il format è una sorta di contenuto auto-responsive, nel senso che è adattabile e declinabile al tipo di utilizzo e al contesto di fruizione, ma il vero fattore innovativo sta nell’aver unito insieme due diversi registri espressivi, da una parte quelli tipici degli spot promozionali (caratterizzati da effetti di transizione veloci e accattivanti) e dall’altra, quelli tipici delle video interviste e dei documentari (caratterizzati da riprese a mezzobusto, da piani d’ascolto e dettagli).





Ritengo che questo progetto sia, oggi più che mai, attuale perché ci aiuta ad adattarci alla nuova realtà post covid in cui siamo stati chiamati a vivere. Infatti è proprio grazie a questo tipo di comunicazione che è possibile riscoprire e promuovere il cosiddetto "turismo di prossimità", in cui per ogni angolo che pensiamo di conoscere, ce n’è un altro da scoprire. La realtà di yesmilano.it in collaborazione con il sindaco Beppe Sala, ha già realizzato qualcosa a tal proposito.

 
 
 

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